“Partitura per un paesaggio”
L’opera nasce come esito visivo di una performance di walking art, un attraversamento lento e percettivo di un paesaggio naturale lungo un tragitto di 15 chilometri. Durante questo cammino, l’artista ha registrato i suoni ambientali — fruscii, vento, acqua, passi, interferenze — costruendo una mappa uditiva che non si limita a documentare, ma che diventa corpo, traccia e materia per l’incisione.
Le cinque lastre calcografiche che compongono l’opera sono interpretazioni visive dei chilometri percorsi divisi in cinque segmenti sonori, condensazioni gestuali che traducono l’esperienza acustica in segno. Non si tratta di una trascrizione fedele, ma di un processo di traduzione sensibile: il rumore del paesaggio diventa ritmo, il silenzio si fa spazio bianco, il suono si incide.
Disposte come una partitura visiva, le cinque immagini compongono un paesaggio che non si osserva ma si ascolta con gli occhi: un territorio astratto e stratificato, dove ogni lastra conserva l’eco di un tempo e di un luogo attraversato. L’opera riflette sul concetto di paesaggio come esperienza multisensoriale e invita chi guarda a riconoscere che il vedere è già ascoltare, e che ogni cammino è una forma di scrittura.
