“All’Alba”
ACQUAFORTE 22cmX225cm
C’è un’urgenza che preme in ogni tratto, una pulsione febbrile: guardare, sezionare, possedere ciò che si mostra o forse si tradisce. L’incisione diventa per me il campo di una caccia visiva dove lo sguardo non è mai neutro, mai innocente. È lama, è rete, è trappola. Ogni linea affilata sembra incidere il gesto stesso dell’osservare, trasformandolo in atto violento, in desiderio colpevole.
“All’Alba” rappresenta l’istante esatto in cui avviene lo sbrinamento di un aereo, colto durante una mattina nebbiosa, all’alba, nell’attesa silenziosa prima del decollo. Una scena osservata dal piccolo finestrino che incornicia il momento in cui un veicolo specializzato sospeso nel grigio lattiginoso, getta un liquido sbrinante sulle ali del velivolo. Il gesto tecnico, quasi chirurgico, si trasforma in una visione straniante e ipnotica, tra il surreale e il rituale.
L’opera cattura quel momento effimero in cui la realtà si lascia sorprendere, immersa in una luce rarefatta e trattenuta nella grana scura dell’incisione: frammenti rubati, forme in bilico tra l’apparizione e la sparizione. È l’istante congelato in cui qualcosa viene catturato contro la propria volontà. Il visibile si fa campo di tensione e ogni segno è una prova di dominio: lo sguardo tenta di ridurre l’infinito a una singola figura, a un solo momento, a un punto preciso. Ma fallisce. E nel suo fallimento si rivela.
L’opera è stata realizzata con tecnica acquaforte su zinco.
